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Gli edifici saurani sono caratterizzati da elementi costruttivi semplici e funzionali, realizzati con le materie prime locali (vari tipi di legno, pietra) lavorate con tecniche collaudate nel corso dei secoli.

Sia la casa (haus) che il rustico, formato da stalla (stol) e fienile (tóblat) hanno generalmente il piano terreno in pietra, con tre lati interrati, e i piani sopraelevati in legno, costruiti con la tecnica del blockbau, cioè con tronchi incastrati negli angoli.

Il tetto, piuttosto sporgente, è costituito da travi coperte da scandole, tavolette di legno sovrapposte e tenute ferme con pietre e stanghe di legno. I timpani sono chiusi da un tavolato (montl), nel quale si apre spesso una finestra per la ventilazione interna.

Nei rustici tre lati sono circondati da un ballatoio chiuso da stanghe e montanti (pirl) per l’essicazione del fieno, mentre nelle case il ballatoio è fornito di balaustra.

Gli stessi elementi ricorrono negli edifici esterni ai nuclei abitati, utilizzati stagionalmente: gli stavoli (anschichtn), provvisti di stalla, fienile e piccola abitazione e i fienili (hittn) per il deposito temporaneo del foraggio.

A partire dal Settecento andò affermandosi la costruzione di case in pietra, che rispecchiavano il prestigio sociale della famiglia e presentavano influssi della tradizione architettonica carnica.






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